La più brutale forma di humour nero in Vietnam, durante la guerra, fu quella di un cartello affisso sopra i cadaveri crivellati di colpi di 4 guerriglieri lasciati a marcire sulla strada n. 13. Diceva, in vietnamita: "Carne vietcong - 300 piastre al chilo"... "Signore, quando camminerò nell'ombra della valle della morte, non temerò alcun male... perché sono il peggior figlio di puttana di tutta la zona. (Parafrasi biblica dei soldati americani in Vietnam).
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giovedì 26 marzo 2009
Scuse me while I fuck the sky
La più brutale forma di humour nero in Vietnam, durante la guerra, fu quella di un cartello affisso sopra i cadaveri crivellati di colpi di 4 guerriglieri lasciati a marcire sulla strada n. 13. Diceva, in vietnamita: "Carne vietcong - 300 piastre al chilo"... "Signore, quando camminerò nell'ombra della valle della morte, non temerò alcun male... perché sono il peggior figlio di puttana di tutta la zona. (Parafrasi biblica dei soldati americani in Vietnam). domenica 3 agosto 2008
Johnny il bullo
Johnny il bullo era il cattivone del quartiere. Bullo e per niente bello, era il terrore di tutti i ragazzini che incontrava sulla sua strada. Quando la sua ombra si sovrapponeva alla tua, eri fatto, eri fritto, erano botte da bullo. Johnny approfittava della sua grossa mole e menava, menava, menava. Un giorno però le diede al ragazzino sbagliato; Ninetto acquasanta era, infatti, il cugino di Pietro manoleggera. Pietro era piccolo di statura ma molto intelligente e vendicativo. Quando vide il cugino tornare a casa pesto, sanguinante e in lacrime; pensò che fosse arrivato il momento di dare una bella lezione a Johnny. Dopo aver fatto il suo solito giro, anche quella sera, il bullo si dirigeva verso casa, quando all'improvviso gli si affiancarono due amici di Pietro che lo presero a braccetto: "come va Johnny?! Picchiato nessuno oggi?!". Il bullo ancora stupito di ritrovarsi tra i due, rimase muto anche se già pensava a quanto male avrebbe fatto a quegli strafottenti sconosciuti. Stava per reagire, quando da dietro Pietro manoleggera gli assestò, con una grossa spranga di ferro, un deciso e preciso colpo in piena nuca. Mentre si accasciava al suolo Johnny il bullo rivide tutti i visi dei ragazzini del quartiere a cui aveva rotto nasi, braccia e gambe. Rivide anche tutti i cani e i gatti che aveva torturato e ucciso durante la sua infanzia. Poi tutti i ricordi delle sue malefatte persero il loro peso mentre una macchia scura si allargava dentro al suo cervello, come una bocca affamata, sino a fagocitarlo, inghiottendolo dentro ad un buio totale... Poi più niente. Oggi, Johnny è Johnny e basta. E' difficile essere dei bulli mentre si sta su di una sedia a rotelle e quasi completamente paralizzati. La morale di questa storiella ( se c'è una morale) è che: prima o poi ogni duro incontra il suo muro. giovedì 31 luglio 2008
GEOMETRICAMENTE IMMAGINARIO
In una città, immaginaria, geometricamente storta, crescono individui, immaginari, geometricamente sbagliati, con cervelli, immaginari, geometricamente sballati. Dritto e Storto erano due di questi simpaticoni immaginari. Videro la luce in un quartiere, immaginario, geometricamente e immaginariamente ghettizzato, dove quasi tutti erano duri e poco puri. A 6 anni diventarono amici. A 8 anni fumarono la loro prima sigaretta. A 10 anni cominciarono a pensare che il mondo gli appartenesse. A 12 anni violentarono Area, la più carina della classe. A 14 anni fecero la loro prima rapina; la sera festeggiarono prendendosi la loro prima sbornia. A 16 anni nelle loro vene circolava più cocaina che auto in centro nelle ore di punta. A 18 anni non tenevano più il conto degli omicidi su commissione. A 20 anni incontrarono Angolo Retto detto il geometra (era il fratello di Area), che sgozzò entrambi. Una morte bizzarra, qualcuno disse "geometricamente e immaginariamente perfetta". E pensare che, Dritto e Storto, erano simpatici a tutti!Testo aggiornato.
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