sabato 4 agosto 2007

IL VIRUS PARLANTE




Nel numero 131 di Hackers journal gli autori ci avvisano di un simpatico quanto singolare malfare scoperto dai laboratori di Panda. Il virus in questione, dopo essersi insinuato nel PC, attivando casse o cuffie, avvisa L’utente dicendo in un buffo inglese “sei stato infettato, sei stato infettato. Ora i tuoi file sono stati cancellati. Spiacente. .Buona giornata”. Il trojan si chiama BotVoice e danneggia il Computer rimuovendo i file su disco rigido modificando il registro di http.//www.trackback.it/tag/windows/ disabilitando il task manager e il regedit e impedendo l’esecuzione di file.bat, .com, .exe, .html, .js, .mp3. Si blocca non appena trova un file impossibile da cancellare. Very nice.

mercoledì 1 agosto 2007

NINA IS DEAD

Cattivissima, bastardissima, scaltrissima, bellissima Nina ti hanno fatto fuori.So long baby.

domenica 22 aprile 2007

CIVILI IN PACE SOLDATI IN GUERRA

Nella mia lunga lista di registi preferiti c’è anche Walter Hill, quello de “I Cavalieri Dalle Lunghe Ombre” per intenderci. Un altro dei suoi migliori lavori è sicuramente “I Guerrieri Della Palude Silenziosa” titolo originale “Southern Comfort”, film che io considero uno dei più “cazzuti” girato dal bravo regista statunitense. Tra gli interpreti, Keith Carradine, figlio di John Carradine, il giocatore d’azzardo in Ombre Rosse di Ford; Powers Boothe, Peter Coyote e Fred Ward. La trama in breve: Lousiana 1973, un gruppo di volontari della guardia nazionale, mentre si esercita nelle paludi della Louisiana, “ruba” delle canoe appartenenti a dei “cajun” Gli abitanti del posto non gradiscono per niente quegli intrusi nel loro territorio così per il gruppo di “coglioni” in elmetto e mimetica, dopo essersi persi, comincerà una lunga angosciante odissea e per alcuni di loro saranno “cazzi” veramente amari. Completato dalla scarna ma ispirata colonna sonora di Ray Cooder, il film è un originale critica a certi merdosi militaristici abusi di potere, e nonostante sia stato girato nel 1981, guarda caso, è ancora di attualissima validità.
La frase celebre del film: ”Cristo, qualcuno ha sparato a Bambi!”è pronunciata da Cribbs, uno dei soldati, osservando un cerbiatto morto e con lo stomaco squarciato. Il finale è una vera e propria nemesi. Buona visione.

BumBumCiao. P.S. Se vuoi saperne di più clicca quì.

mercoledì 11 aprile 2007

UNA VISITA AL MONKEY STUDIO

Sabato 31 marzo, Insieme a Luigi ‘’Little Nemo’’ Serra siamo andati a visitare Massimo Dall'Oglio, l’autore di Donnel & Grace, nel suo Monkey Studio. Massimo ci ha accolti con squisita cortesia e disponibilità, introducendoci nel suo professionale e accogliente studio dove un bel salone illuminato a giorno fa da anticamera alle stanze con i tavoli da disegno e i pc. Sulle pareti tanti bei disegni dell’autore, una libreria piena di fumetti e un tavolino con sopra le sue ‘’action figures’’ preferite. Dopo averci fatto accomodare, ci ha parlato del suo lavoro più recente: Underskin, una serie a puntate che viene pubblicata in Francia per i tipi della Humanoides Associés sul mensile Shogun. Un impegno di ben trenta tavole al mese su testi di Andrea Jovinelli. Credo che la professionalità di Massimo abbia raggiunto una nuovo traguardo e i disegni che ci ha mostrato in anteprima lo esprimono pienamente, dietro c’è, ovviamente, il duro lavoro di anni passati a farsi crescere il callo del disegnatore, si, proprio quello che si forma sul dito medio a forza di impugnare la matita. Sin dall’inizio del suo percorso fumettistico Massimo ha sempre sperimentato diversi stili, da quello manga in cui eccelle a quello occidentale raggiungendo sempre ottimi risultati e curando ogni singola vignetta senza mai tirare via, ricordo in particolare una storia intitolata “Il Grande Cocomero’’ un vero gioiellino grafico talmente accattivante da dare l’impressione di guardare un film dalle atmosfere Spielberghiane. Così dopo le vittorie di “eminenti?” concorsi fumettistici e tante autoproduzioni Massimo è riuscito ad approdare al fumetto professionale senza dover emigrare e soprattutto, senza dover essere costretto ad imitare lo stile di altri disegnatori per poter essere pubblicato. Bravo Max .

BEST WISHIES AND BUMBUMCIAO!

mercoledì 21 marzo 2007

ZAGOR 500


Lo spirito con la scure, o meglio, Za - gor - te - nay, ha raggiunto l’invidiabile traguardo del cinquecentesimo numero con l’albo intitolato: Magia indiana, testi di Moreno Burattini e disegni dell’intramontabile Gallieno Ferri. Come tanti altri personaggi dei fumetti, Zagor ha fatto parte della mia infanzia tenendomi compagnia con le sue avventure nelle fredde serate invernali o nelle assolate giornate estive. Solo guardare le copertine del mitico Ferri era gia un tuffo nell’avventura tra indiani cattivissimi e foreste impenetrabili. Ricordo ancora come rimasi colpito dal primo albo che mi capitò tra le mani, lo lessi dal barbiere, era intitolato "L’arciere Rosso, disegnato da Franco Donatelli, che con Franco Bignotti e Gallieno Ferri (i primi due purtroppo scomparsi), faceva parte del primissimo staff dei disegnatori. Mi piacque così tanto che lo portai via inseguito dal suo legittimo proprietario. Avevo otto anni. Mio padre quando lo seppe mi diede una bella “lavata di capo”, ma poi, per evitare altre mie eventuali innocenti appropriazioni indebite, decise di comprarmelo ogni mese. E si, fu proprio amore fin dalla prima lettura. Ricordo ancora i momenti di impaziente attesa per sapere come andava a finire una situazione interrotta nel numero precedente e come mi immedesimavo nei personaggi, così ben caratterizzati dal bravissimo Sergio Bonelli che si firmava Guido Nolitta, o come seppi più avanti, da Gianluigi Bonelli e dallo stesso Ferri. Anche se crescendo a un certo punto smisi di collezionarlo per passare ad altri protagonisti del mondo dei comics, Zagor ha sempre mantenuto un posto speciale tra i tanti eroi dei fumetti a cui sono affezionato. Così dopo quarantasei anni di incredibili avventure Zagor e Cico inossidabilmente, resistono nell’era dell’informatica e della multimedialità, sarà perché di tanto in tanto ritrovano sulla loro strada compagni di avventura come Digging Bill o Guitar Jim? Sarà perché in un mondo dove tutto oramai si muove a velocità tecnologicamente folle loro rimangono tra gli ultimi esponenti di un epoca che oramai sembra lontanissima? Qualunque sia la risposta, a Zagor e ai suoi autori porgo i miei migliori auguri.
Bumbum ciao

domenica 28 gennaio 2007

IO ASPETTO WES

Un nuovo anno è iniziato e io sto qui a scrivere mentre ascolto uno dei più grandi chitarristi jazz mai apparsi sulla superficie della palla di merda che chiamiamo terra. Il suo nome è Wes Montgomery, niente male come nome che ne dite? Wes insieme a Charlie Christian è stato uno dei grandi innovatori della tecnica chitarristica nel jazz, dotato di un grande feeling per le atmosfere bluesy, oltre a suonare, da vero genio, le ottave premendo le due note della scala contemporaneamente. Pizzicava le corde usando il pollice in sostituzione del plettro ottenendo un sound caldo e originale, uno stratagemma a cui ricorse perché, provando la notte i vicini si lamentavano, . Egli era solito dire "Forse quello che suono non è proprio tecnicamente corretto, ma comunque la musica viene fuori lo stesso! " Una affermazione indirizzata ai puristi del jazz che criticavano il fatto che egli prendesse ispirazione anche dalla musica pop o comunque fuori dai canoni del jazz classico. Wes quando è morto aveva 43 anni, la stessa età di Django Reinhardt, morte avvenuta per un attacco cardiaco il 15 giugno del 1968. Ogni volta che lo ascolto penso a quando Miles Davis il grande trombettista gli chiese di suonare con lui e Wes gli rispose che non si sentiva all’altezza della sua musica. Penso all’umiltà di questo grandissimo chitarrista che disse di no a uno degli inventori del bebop, penso a tutti i jazzisti che avrebbero dato il culo per essere al suo posto e a quanta inutile e presuntuosa spazzatura musicale ci propinano oggi. Io nel frattempo accendo un altra camel mentre aspetto che Wes incominci a suonare un altro dei suoi blues.
Questo è tutto.

Bum Bum ciao
Efisio

mercoledì 17 gennaio 2007

HI MATES


Ciao amici, auguro un favoloso 2007 a tutti. Scusate le mie scarse incursioni ma il tempo è sempre poco. Vorrei segnalarvi l'ultimo film di Mel Gibson : Apocalypto, film che ha suscitato molte polemiche per la sua crudezza e per l'abbondanza di liquido rosso. Da questo si deduce che i più sensibili di voi è meglio che restino a casa a guardare la televisione, che come sappiamo bandisce ogni tipo di violenza fittizia prediligendo quella realistica dei notiziari e dei reality show. I più coraggiosi possono dirigersi verso il più vicino cinema per vedere, a mio parere, un bel film d'avventura che sembra scritto da Emilio Salgari, con un Gibson che riesce tramite la forza delle sue immagini a trasportarci per circa due ore nel regno degli antichi Maya. Ottimo il ritmo, non ci si annoia neanche per un secondo dall'inizio alla fine, bella la scelta della lingua originale con i sottotitoli ''antipigrone''. In breve un ottimo film. Bravo Mr Gibson.