venerdì 11 gennaio 2008

IL DIAVOLO BALLAVA A TEMPO DI ROCK

Quando vivevo nella città del "peccato" (Londra), se restavo senza sigarette, e avevo voglia di fumare, era mia abitudine acquistarle, anche la notte, da un vecchio distributore che distava qualche centinaio di metri dalla mia abitazione. Una di quelle notti, mentre mi dirigevo al solito distributore, venni avvicinato da una ragazza sui venti cinque anni di età, capelli scuri, magra e dalla carnagione pallidissima. Mi chiese se potevo vendergli delle sigarette, io le domandai quali erano le sue preferite, ne comprai due pacchetti e uno glielo regalai. Credo che rimase molto stupita perché questo modo di fare è abbastanza inusuale tra gli inglesi. Ricordo che ci sedemmo sopra un muretto, ne accendemmo due e cominciammo a parlare. Mi disse di essere irlandese, dietro mia richiesta, mi parlò del suo punto di vista riguardo alla situazione di conflitto tra indipendentisti irlandesi e il governo inglese, poi passammo all’ argomento musica. Vi lascio immaginare il mio stupore quando molto tranquillamente se ne venne fuori dicendomi di annoverare tra le sue amicizie di vecchia data il chitarrista dei "Led Zeppelin" Jimy Page e di essere stata tra le tante persone dello staff che seguivano il gruppo durante il tour di “The song remains the same”. Incuriosito da queste affermazioni, volli approfondire l’argomento. Sapendo che Page si occupava di magia, domandai se questo fosse vero e se lei lo avesse mai visto fare qualche rito. Da quel momento in poi divenne meno loquace e il suo viso assunse un espressione corrucciata. Mi confidò solamente questi pochi fatti: Jimy Page c’era talmente dentro alla magia rossa, che aveva dato come nome alla figlia Scarlet- Scarlatta; disse che effettivamente aveva visto il chitarrista nel suo maniero fare delle “cose”, ma nonostante le mie insistenze non volle dirmi assolutamente niente. L’ ultima rivelazione fu, comunque, quella che mi colpì di più perché concluse dicendo – Nel castello di Jimy il diavolo ballava a tempo di rock – per qualche minuto, dopo questa affermazione, pensai a tutte le leggende metropolitane di allora, quando si diceva che molti gruppi rock fossero dediti al satanismo e facessero patti con sua maestà il demonio per ottenere il successo in cambio della vita di un componente del gruppo… Immaginai i crocicchi dove sostavano a notte fonda i bluesman per incontrare il diavolo che avrebbe rivelato loro i segreti della musica nera in cambio dell’ anima…Venni destato dai miei pensieri richiamato dalla ragazza che mi chiese se andava tutto bene. Risposi di si. Veri o non veri che fossero tutti questi fatti messi insieme creavano sicuramente una bella storia da ricordare. La nottata andò avanti con due pasti acquistati in un centro di servizio per tassisti che fanno il notturno. Cosa successe dopo lo tengo per me…Quando rientrai a casa misi sul piatto del giradischi Il trillo del diavolo di Tartini e così mentre le note malinconiche di un violino riempivano la stanza, mentre fumavo un altra sigaretta, disteso sul divano; mi resi conto che alla ragazza irlandese non avevo chiesto il nome. Un nome che non seppi mai… Please to meet you. I hope you guess my name...

giovedì 10 gennaio 2008

Jean, il mirtillo e il metallo che urla...

Jean Giraud è considerato uno dei maestri assoluti del fumetto francese. capace di incredibili trasformazioni stilistiche, ha spaziato nei campi più disparati dell'arte grafica.All'età di 16 anni iniziò la scuola di arti applicate, che costituirà la sua sola formazione tecnica. A 18 anni, nel 1954, mentre ancora frequentava i corsi della scuola, pubblicò sulla rivista "Far West" il suo primo fumetto: Les aventures de Franck et Jéremie, una serie umoristica. Lo stesso anno iniziò a collaborare a "Coeurs Vaillants" con illustrazioni didattiche e numerose storie d'avventura. Nel 1960, dopo il servizio militare, divenne assistente di Jijé e inchiostrò un intero episodio di Jerry Spring. Nel 1962 con lo pseudonimo di Gir iniziò assieme allo sceneggiatore Jean-Michel Charlier la serie a fumetti Fort Navajo per la rivista Pilote, creando il personaggio di Blueberry, il protagonista di quest'ampia saga western estremamente curata come ambientazione, testi e disegni. Fu l'inizio di un grande successo: la serie continuò ininterrottamente fino al 1974; dopo la scomparsa di Charlier, Giraud ne scriverà anche i testi.Contemporaneamente a Blueberry, Giraud, stanco della serialità e dei ritmi serrati cui è costretto e desideroso di spazi di maggiore libertà, creò lo pseudonimo di Moebius e inizia una sorta di carriera parallela, realizzando storie fantastiche con un stile onirico assai personale, prima per il mensile satirico Hara Kiri, quindi per Charlie e L'Echo des savanes. Sembrò infine scomparire per poco meno di una decina d'anni. La firma di Moebius riapparve alla fine del 1974, quando assieme a Philippe Druillet, Jean-Pierre Dionnet e Bernard Farkas fondò il gruppo Les Humanoïdes Associés (gli umanoidi associati) che, nel 1975, iniziò a pubblicare la rivoluzionaria rivista Métal Hurlant, un trimestrale che raccoglieva il meglio della produzione fantastica e fantascientifica a fumetti. Sulle pagine di questa rivista fortemente innovativa, Moebius pubblicò tra l'altro la famosa serie Il garage ermetico di Jerry Cornelius, in cui arrivò ad abolire la tradizionale sceneggiatura, ma anche lo ieratico e visionario Arzach, John Difool e, nel 1981, l'Incal su testi di Alejandro Jodorowsky. Nel 1996 ha scritto i testi per il manga di Jiro Taniguchi Ikaru, poi pubblicato in Europa nel 2000.Si è cimentato anche con il fumetto americano, dando una sua interpretazione di Silver Surfer in alcune storie scritte da Stan Lee.Ha spesso collaborato alla produzione di film di fantascienza come Tron, Alien, The Abyss e Il quinto elemento. Ha tra l'altro disegnato costumi e scenografie per una produzione cinematografica tratta dal romanzo Dune di Frank Herbert, mai realizzata, che avrebbe dovuto essere diretta da Jodorowsky. Ha collaborato con il regista René Laloux per creare il film animato Les Maîtres du temps (1982) tratto da un romanzo di Stefan Wul.Il prestigio artistico di Giraud/Moebius in Francia è molto ampio, tanto da essersi visto dedicare anche dei francobolli commemorativi.

LA ZETA DI ZORRO TRA INQUISIZIONE E MASSONERIA

Mascherato, vestito di nero, sopra un cavallo; El Zorro ( la volpe) arriva con la spada sguainata, per fare giustizia, sulle pagine della rivista "All-Story Weekly" nel 1919, con la prima puntata di The Curse of Capistrano - La maledizione di Capistrano. Johnston McCulley (1883-1958) è il nome del suo inventore, ispirato dagli scritti del generale Vincente Riva Placido, un grande lettore di Dumas. Placido, nel suo libro Memorie di un impostore, del 1827, lavorando anche di fantasia, raccontava la storia di un certo William Lamport, le cui vicende si svolsero intorno alla metà del XVII secolo. William Lamport, alias Guillén Lombardo de Guzman era nato intorno al 1615 in Irlanda; dotato di grande cultura, spirito avventuroso e spregiudicato; si stabilì in Messico dopo aver combattuto su molti campi di battaglia dell' Europa ed aver sedotto dolci donzelle della nobiltà europea. Nel nuovo mondo però fu arrestato nel 1642 per ordine dell' inquisizione e accusato di stregoneria e magia nera ai fini di sovvertire lo stato per eleggersi re del Messico. In realtà, Lombardo, con una banda di molti uomini, aveva intrapreso una specie di crociata finalizzata, alla buona, a liberare gli indios e gli schiavi negri. Si dice che lombardo, dalla prigione, dopo essersi dedicato all' astrologia e alla magia, riuscì ad evadere grazie all' aiuto del diavolo, ma sicuramente questo avvenne perché fu aiutato dagli uomini della sua banda. Libero che fu, Lombardo rimase in Messico e cercò di screditare il tribunale dell' inquisizione; un affronto che gli costò la condanna a morte. Prima di essere portato al rogo (1659), riuscì a scrivere un memoriale di molte pagine e alcune di queste finirono in mano al generale Riva Placido, che le rielaborò con grande fantasia nel suo libro. Ma in che modo McCulley venne a conoscenza della realtà storica di Lombardo, al di là delle fantasie romanzate da Riva Placido? Troncarelli (Fabio Troncarelli La spada e la croce) non ha dubbi: attraverso la Massoneria, società di cui, in tempi diversi, i due scrittori fecero parte. Ma c'è di più per dare consistenza a questo singolare anello di congiunzione: la mitica "Z" di Zorro. Infatti, mentre il mito racconta che Lombardo scappò di prigione "adattandosi alla finestra" che singolarmente aveva la forma dell'ultima lettera dell'alfabeto, McCulley sostiene che: "per i massoni la "Z", abbreviazione della forma semitica Ziza (splendente) è simbolo dell'energia vitale". Un tragitto tortuoso dove ognuno ha aggiunto un po' del suo: la vicenda storica di Lombardo, con tutti gli orpelli mitici raccolti negli anni, finisce al generale Vincente Riva Placido che l'adatta alle sue necessità letterarie; con la complicità dei segreti di loggia giunge a Johnston McCulley che, non indenne dall'eco della rivoluzione messicana, la condisce con tutta una serie di ulteriori aggiunte, dando vita a Zorro, un po' Primula Rossa e un po' Robin Hood, benestante che si batte per i poveri e che lotta contro i soprusi del potere. Ne viene fuori un personaggio politicamente corretto, che recupera il mai stanco genere di cappa e spada, che fa sognare, che aiuta a sperare. Il resto lo farà il cinema ponendo dietro la maschera di Zorro volti noti come Tyrone Power e altri sconosciuti destinati però, proprio per effetto di quella maschera occultante, a trasformarsi in personaggi. Nuovi guerrieri contro le ingiustizie: gente di poche parole che si affidava a una semplice "Z", comunque complice del loro successo.
Bibliografia: Massimo Centini "Le streghe nel mondo" 2002 De Vecchi Editore. Nella foto Guy Williams. SMENTITE di Massimo Introvigne .

mercoledì 9 gennaio 2008

GENOVA E I PIRATI

Nel secolo scorso, era il 1986, il regista Roman Polansky girò il film " Pirati"(quello con Geena Davis e Walter Matthau) per le riprese fece costruire un vero galeone spagnolo, il Neptune, del 1600, in un cantiere navale di Tunisi.
Oggi il galeone in questione si trova nel porto antico di Genova, a due passi dal museo del mare Galata , fu "parcheggiato" a Genova dopo la fine delle riprese del film. La parte che si immerge dello scafo, detta "opera viva", è in acciaio ed è dotata di un motore ausiliario che gli permette di navigare alla velocità di 3 nodi. Fabbricato tenendo cura dei minimi dettagli, il galeone, non mostra alcuna parte che non sia storicamente corretta e con le vele spiegate al vento, mentre solca il mare e le onde, mantiene intatta tutta l' affascinante e dignitosa eleganza che distingue le navi a vela.
Nella foto il "Neptune".

martedì 8 gennaio 2008

MAMMA...C'è Quentin

Dopo l' incomprensibile Giganti Spenti. Dopo il traumatizzante All'Inferno è Vietato Scorreggiare. Il terzo raccapricciante libro di Quentin Lavandino Porgi L' Altra Chiappa. Edizioni Toste

PAROLE PAROLE PARAULAS


Si parte di nuovo con Paraulas, il bimestrale pubblicato dalla APE... Nuovi racconti, nuove illustrazioni, nuove tasse da pagare... Il tempo di fare la punta alla matita e via a lavorare...

venerdì 4 gennaio 2008

...E POI VENNE TEX AVERY

Fino al 1936 il mercato dei cartoni animati era dominato dai prodotti della Walt Disney: fiabe, coniglietti, principi, castelli e cerbiatti intrisi di buonismo e lieto fine da: tutti vissero felici e contenti… Ma un bel giorno arrivò Frederick Bean Avery nome d’arte Tex Avery ( Tra i suoi antenati c’erano Daniel Boone - uno degli eroi massacrati a Fort Alamo - e il giudice Roy Bean.) e le cose non furono più le stesse. Il gagliardo autore, nato il 26 Febbraio 1908 in Texas, aveva da dire la sua riguardo a buoni princìpi e principi azzurri. Convinto che la realtà fosse ben diversa da quella che fino ad allora aveva proposto il signore di Burbank, Tex diede vita ai suoi cortometraggi animati evidenziando grottescamente, e tenendo sempre a mente il suo moto: nei cartoni animati si può fare di tutto, la paranoia, il sesso, l’inestinguibile fame di qualcosa che non ci dà tregua dall’ inizio sino alla fine della nostra vita. Il cartone animato che ho scelto tra i tanti che potete trovare su YouTube ( imperdibile anche Jerkey Turkey ) è intitolato Henpecked Hoboes; una gallina alle prese con due predatori, George e Junior, vagabondi e affamati. Splendide le voci dei due personaggi: uno furbetto e l’ altro idiota. La morale, se c’è una morale, è che non sempre quello che ci attrae è privo di insidie… Buon divertimento!

PS Video in lingua inglese, ma bello da vedere, anche per chi non lo mastica… La parola chiave è: bend over, che significa: Piegati… Poi capirete perché.