Uno dei miei doppiatori preferiti: Carlo Romano (Livorno, 8 maggio 1908 - Roma, 16 ottobre 1975), una voce dal timbro inconfondibile, legata anche ai ricordi dell'infanzia. Ha doppiato tantissimi attori e personaggi famosi, tra cui: Jerry Lewis, Alfred Hitchcock, Henry Calvin (il sergente Garcia nella prima serie di Zorro, quella della Walt Disney), Fernandel, Lou Abbot (Pinotto nei film Gianni e Pinotto), Peter Ustinov... Quì nell'ottimo sito de "Il mondo dei doppiatori, curato da Antonio Genna" trovate altre informazioni. Ve lo propongo nel doppiaggio di un personaggio molto conosciuto: il detective Nick Carter creato dal Grande e indimenticabile Bonvi (Franco Bonvicini) e Guido De maria per uno storico programma della televisione, Gulp fumetti in TV di Guido De Maria e Giancarlo Governi, andato in onda per la prima volta nel 1972.
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sabato 7 maggio 2011
mercoledì 21 luglio 2010
venerdì 2 luglio 2010
Born for fun
Non c'è bisogno di conoscere l'inglese per capire l'eccezionale e universale comicità mimica del grande Marty Feldman: attraverso i suoi film e i suoi sketch possiamo vedere e apprezzare la sua enorme verve e vis comica; attraverso le sentite parole che la moglie fece scrivere sulla sua lapide possiamo intuire che bella persona doveva essere nella vita di tutti i giorni: "Ci hai fatto ridere facendo scomparire il mio dolore, ti amo, Lauretta."
sabato 27 marzo 2010
Jim Marshall is dead: February 3, 1936 - March 24, 2010
All'età di 74 anni è morto Jim Marshall, uno degli ultimi grandi fotografi rock USA che avevano immortalato la scena degli anni Sessanta. Marshall aveva ritratto i Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Coltrane, Janis Joplin, e tantissimi altri. Tra i suoi ultimi lavori, foto di Ben Harper e Velvet Revolver.
Riesco a vedere la musica, e quel che ho fatto durante il corso della mia "carriera" non è mai stato solo un lavoro: è stata la mia vita.
So long Jim
lunedì 26 ottobre 2009
domenica 27 settembre 2009
B.B.


...Nobody will know, when you're old
When you're old, nobody will know
that you was a beauty,...
(She's so cold) Rolling Stones
mercoledì 9 settembre 2009
Mi trattò da rettile. Non fingerò cordoglio.
Origine: www.unità.it
Paolo Villaggio, sull'Unità, parla della morte di Mike Bongiorno. Approvo pienamente il suo pensiero pieno di sincero odio affettuoso nei confronti del presentatore. Villaggio per me è un grande e trovo bello quell'ultimo augurio un po' ironico e triste ma sicuramente sentito.
Buona fortuna Mike.
venerdì 5 giugno 2009
Adios David
martedì 2 giugno 2009
Jimmy... Rest In Porche




James Dean si schiantò a 150 chilometri all'ora il 30 settembre 1955 (aveva appena 24 anni - N.d.R.). Si fratturò la mascella inferiore e superiore, le braccia, e si ruppe l'osso del collo. L'urto fu così violento che gli staccò quasi la testa dal corpo. Morì e fu sepolto (l'8 ottobre) e la terza settimana, non il terzo giorno come Gesù, "resuscitò".Correre in macchina è il solo momento in cui mi sento intero.
James Dean
lunedì 16 marzo 2009
Post-su-post: Pablito
"Avete fatto voi questo orrore, maestro?""No, è opera vostra "
(Risposta di Picasso ad un ufficiale tedesco, in visita al suo studio, alla visione di Guernica) e da vecchia volpe diede il benservito ad un giornalista durante un intervista in cui gli fu chiesto cosa pensasse delle quotazioni astronomiche dei suoi quadri, anche nel caso in cui, per realizzarli, fossero bastati cinque minuti appena. "Di numeri non m'intendo", rispose il grande Pablo, "ma devo correggerla: io ci ho impiegato una vita e cinque minuti."... Grandissimo.
"I mediocri imitano, i geni copiano"
P. Picasso (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973)
venerdì 12 dicembre 2008
giovedì 23 ottobre 2008
Il più grande di tutti
Charles S. Chaplin: c'è altro da dire?
Bravo! Grazie!
"Lo vedi?! Er popolo, quando lo fai gioca': abbocca subito... guarda!"
Grande, indimenticabile: Ettore Petrolini...
Si racconta che ormai in punto di morte, alle parole incoraggianti del medico che lo visitava e che sosteneva di trovarlo ristabilito, Petrolini rispondesse: "Meno male così moro guarito".
Da wikipedia
Grande, indimenticabile: Ettore Petrolini...
Si racconta che ormai in punto di morte, alle parole incoraggianti del medico che lo visitava e che sosteneva di trovarlo ristabilito, Petrolini rispondesse: "Meno male così moro guarito".
Da wikipedia
giovedì 11 settembre 2008
Come parlare sporco e influenzare la gente ("Che cazzo di bel pubblico!")
« Mia suocera è stata la causa del mio divorzio. Una volta mia moglie è tornata a casa e mi ha trovato a letto con lei. »
Lenny Bruce
Anche grazie al fatto che Lenny Bruce aveva uno stile comico simile ad una improvvisazione jazz, egli ha sempre avuto molti fan nell'industria della musica.
Lenny è una delle celebrità immortalate nella copertina dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (La terza faccia in alto da sinistra)
Un riferimento alla sua persona è stato fatto dai Genesis nella canzone Broadway Melody of 1974
Lenny viene citato due volte nella canzone dei R.E.M. "It's the end of the world as we know it", nella prima parte dove dice Lenny Bruce is not afraid e nell'ultima parte in cui viene citato insieme a Lester Bangs.
Il nome di Lenny viene fatto nella canzone del musical RENT "La vie boheme".
Bob Dylan ha fatto una canzone come elogio a Lenny Bruce dove descrive una corsa in taxi che le due celebrità hanno condiviso. La canzone si intitola appunto Lenny Bruce.
(EN)
« He fought a war on a battlefield where every victory hurts.Lenny Bruce was bad, he was the brother that you never had »
(IT)
« Ha combattuto una guerra su un campo di battaglia dove ogni vittoria fa male. Lenny Bruce era cattivo, era il fratello che non hai mai avuto »
(Bob Dylan, Lenny Bruce, Shot of Love, 1981)
A Lenny, comico, libero pensatore e sostenitore estremo della libertà di espressione, quando tutto era repressione, e per un "fanculo" finivi in prigione.
Fonte: wikipedia
mercoledì 25 giugno 2008
I libri e Jorge Luis Borges
Borges oral. Da Jorge Luis Borges A/Z. La biblioteca di babele, Oscar Mondadori.
Borges soffrì di una malattia agli occhi che lo condusse alla cecità. Amico di Italo Calvino, noto per essere un uomo di poche parole; una volta che Borges, ormai cieco, fu avvisato della sua presenza, Rispose: "Lo sapevo già, L'ho riconosciuto dal silenzio!"
(Nell'immagine, caricatura di Borges.)
sabato 31 maggio 2008
FRANK E' PIU' DURO DI TUO MARITO! (PART ONE)
Fu tacciato di eresia e blasfemia. Fu un temibile agit-prop in eterno conflitto con "la stupidità, norma dell'universo" di una cultura, quella americana, a cui "il buon gusto deve essere inflitto". Il suo nome era Frank Zappa. Nato a Baltimora (Maryland) il 21 dicembre 1940, Francis Vincent Zappa, la cui famiglia era franco-greco-arabo-siciliana, diceva di suo padre che faceva l'insegnante, barbiere, matematico, storico, nonché interessato all'informatica e ai metalli; mentre la madre, una ex bibliotecaria, si occupava della casa e dei figli. La prima passione di FZ, fu la chimica. A sei anni sapeva già produrre la polvere da sparo. A dodici aveva già avuto numerosi incidenti e così lasciò perdere tutto per passare alle sette note... Il terrorismo musicale era atterrato sulle pagine dello spartito. A formare musicalmente Zappa, sarà la musica R&B degli anni 50, la musica d'avanguardia del compositore Edgar Varèse e i tiratissimi blues di Howlin' Wolf e Guitar Slim, sposati alle opere di Stravinsky e Penderecki. Armato di chitarra, voce e cervello: attaccò con il sarcasmo e l'ironia dei suoi testi l'establishment USA e la sua retorica. In piena epoca hippy, dichiarò la sua contrarietà all'uso degli stupefacenti. Fu un creativo libero pensatore che ebbe sempre il coraggio di dire, esprimere e suonare tutto quello che gli passava per la testa... Ve lo propongo con i suoi Motherfuckers, mentre fa un duello chitarristico con Steve Vai, durante l'indimenticabile concerto che tenne a Roma il 10 luglio del 1982, e dove conobbe i "Cannibali": Tanino Liberatore e Stefano Tamburini. Ne riparlerò, ma questa è un altra storia...venerdì 30 maggio 2008
GRAZIE SIDNEY
Qualche giorno fa è morto Sidney Pollack, importante regista e attore statunitense. Tra i suoi film di rilievo voglio ricordare I tre giorni del condor, Non si uccidono così anche i cavalli? Yakuza. Ma uno in particolare, a cui il mondo del fumetto italiano deve molto, è stato sicuramente Corvo rosso non avrai il mio scalpo, con Robert Redford. E' infatti a questo film che il duo di autori, Berardi (storie e sceneggiature con la partecipazione di Castelli e Sclavi.) e Milazzo (disegni a cui si alternano: Trevisan, Alessandrini, Marraffa, Ambrosini, Tarquinio.) si ispira per creare Ken Parker uno dei più bei personaggi entrati a far parte delle nuvole parlanti nel 1977. Ken parker ha la fisionomia di Redford che nel film interpreta il Trapper Jeremiah Johnson. La filosofia delle avventure da lui vissute rimanda alla rivisitazione del west e degli indiani di registi come Pollack e Arthur Penn (Piccolo grande uomo). Le storie innovative e piene di riferimenti al periodo in cui venivano pubblicate (contestazione, droga, razzismo, emarginazione, omosessualità), argomenti che sino ad allora non erano mai stati trattati in una serie a fumetti. Il merito della sua pubblicazione va all'editore Sergio Bonelli che intravide le grandi potenzialità del personaggio. Le vicissitudini editoriali di Ken Parker sono abbastanza complesse: la serie regolare si interruppe con il numero 59 per proseguire saltuariamente sul magazine Orient express e successivamente, con nuove avventure, sul Ken Parker Magazine la cui ultima uscita risale al 1998... Resta di fatto che il personaggio Di Ken Parker incise parecchio sulla crescita di tanti giovani, per il suo inconsueto realismo, la sua maturità, umanità e complessità caratteriale che cambiavano con l'evolversi delle sue vicissitudini... tutto cominciò, comunque, anche grazie a quel grande regista che fu Sidney Pollack. mercoledì 28 maggio 2008
MI CHIAMO JIM E NON PORTO LE MUTANDE...
Vivere senza tentare, significa rimanere con il dubbio che ce l'avresti fatta.
J. Morrison.
domenica 11 maggio 2008
SUGAR... I LOVE THIS GAL
Billie Holiday
sabato 19 aprile 2008
UN FUGGIASCO DI NOME MASSIMO
Qualche tempo fa ho avuto il piacere di incontrare e conoscere Massimo Carlotto in una nota libreria della città... Trovarsi davanti il vero protagonista del libro Il Fuggiasco (1995), nonché uno degli autori più prolifici e famosi del noir italiano (e non solo) è stata una piacevole esperienza. Massimo, devo dire, è proprio una persona gradevole e gentile. Nonostante la terribile esperienza della sua vita è un signore tranquillo e comunicativo. Ha risposto cortesemente a tutte le domande che noi del pubblico gli abbiamo posto, soffermandosi a parlare del nordest dell'Italia, la zona da cui lui proviene, e delle sue problematiche... Nato a Padova il 22 luglio 1956; nel 1976 è uno studente e militante di Lotta Continua che viene accusato ingiustamente dell'omicidio di Margherita Magella... Come continua la sua storia è quì... Concludo dicendo questo: uno che in Messico viene torturato con scariche elettriche nei testicoli, subisce tutto quello che ha subito e poi diventa un autore bravo, come lui, merita sicuramente tutta la nostra stima... Da molti anni abita, benvenutissimo, a Cagliari...Nell'immagine, Massimo Carlotto.
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