domenica 3 febbraio 2008

sabato 2 febbraio 2008

IO TU NOI TUTTI

Voglio segnalare il sito non ufficiale dedicato a Lucio Battisti. C'è tutto, ma proprio tutto, quello che riguarda la produzione del musicista e cantante di Poggio Bustone... Lo trovate qui.
Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998).

mercoledì 30 gennaio 2008

SEX, PISTOLS AND PIRATES

Nel finale di The great rock 'n' roll swindle (La grande truffa del rock 'n' roll), il film dei Sex Pistols, giusto per restare in tema con il post precedente, vi è inserito, come in altre parti della pellicola, un cartone animato con protagonisti i membri del gruppo musicale che navigano su di un veliero in una versione cartoon di pirati punk. Il pezzo che fa da colonna sonora si intitola "Friggin' in the riggin' " e dovrebbe essere un pezzo tradizionale rivisitato dai 4 monelli del rock... Il testo è "moooolto" singolare e "moooolto" pirata! Guardatevi il video musicale con inserite le parole della canzone in inglese e poi leggetevi la traduzione... All' arrembaggio!

Scopando Tra Il sartiame- Eilà voi malati di scorbuto, sentite un po' cos'è successo. Fu a bordo nella bella barca Venus, per Dio, avreste dovuto esserci. La polena era una puttana in un letto e l’albero maestro un pene di mammut. Il capitano di questa bagnarola era uno sporco rotto in culo e non era sicuramente venuto al mondo per spalare merda da un posto all’altro Rit: Scopando tra il sartiame scopando tra il sartiame scopando tra il sartiame non c’era nient’altro cazzo da fare. Il capitano si chiamava Morgan, per Dio, era come una gorgona, dieci volte al giorno suonava dolci melodie col suo fottuto organetto. Il suo assistente si chiamava Cooper, per Dio, era un soldato di cavalleria, bestemmiava così tanto di continuo fino a stupirsiene da solo. Tenetevi forte e metteteci un po' di palle, coglioni! Il secondo assistente era Andy, per Dio, era un vero damerino finché non spiaccicarono il suo pisello su una roccia appuntita per essere venuto dentro la bottiglia del brandy. Il mozzo si chiamava Flipper era un fottuto lattante, si riempì il culo di vetri rotti e circoncise il capitano. Rit. La moglie del capitano era Mabel non era brava a scopare così, quei luridi merdosi, le inchiodarono le tette da un capo all’altro del tavolo nella sala bar. Il capitano aveva una figlia che cadde dove il mare era più profondo e dalle sue grida di piacere capimmo che le anguille avevano trovato l’ingresso tra le sue cosce. Rit... E ora tutti a leggere L' isola del tesoro e Peter Pan...

domenica 27 gennaio 2008

SID IL CATTIVO

Sid Vicious (Londra, 10 maggio 1957- New York, 2 febbraio 1979), Era il bassista della punk rock band dei Sex pistols. Morto di overdose a soli 21 anni. Sid il cattivo ( questo il significato del nome) fu accusato di avere ucciso Nancy Spungen, la fidanzata che lo introdusse all'uso delle droghe, il 12 ottobre del 1978. Uscì di prigione dopo qualche mese su cauzione, ma pochi giorni dopo la sua scarcerazione fu trovato morto. Vicious lasciò un biglietto con su scritto di voler esser sepolto di fianco alla sua fidanzata Nancy Spungen con addosso i suoi jeans, la sua giacca di pelle e i suoi anfibi. Leggenda vuole che la dose di eroina fatale gli fu fornita dalla madre.
La madre di Nancy non accettò di far sotterrare Sid accanto a sua figlia nonostante la sua richiesta, quindi la madre di Vicious decise di farlo incenerire e di spargere le polveri sulla tomba della Spungen. Nonostante il suo vero nome fosse John Simon Ritchie, venne dichiarato morto sotto il nome Simon John Beverley. Nel bene e nel male anche lui fu sicuramente un artista singolare... Per ricordarlo ho scelto per voi il video dove canta, a modo suo, My way di Paul Anka, una versione che stende tutti e non solo in senso figurato...
"Noi siamo meglio di chiunque altro eccetto che degli Eagles"... detto da Sid Vicious durante il concerto tenutosi a San Francisco, nel 1978, dove i Sex pistols suonarono insieme per l'ultima volta...

C'è Hoder

Scuola del fumetto di Milano, Disegno pulito e curato nei minimi dettagli, Nel suo segno ci sono Liberatore, Villa e De angelis: è Hoder Sechi, di cui ho saputo, con piacere, tramite il blog dell'amico Luigi Serra, Che ha messo on line i suoi disegni... potete visionarli qui. Dateci un occhiata...
Nell'immagine, Zanardi visto da Hoder.

sabato 26 gennaio 2008

CENSURA E AUTOCASTRAZIONE ( Tre passi indietro nel delirio... forse anche quattro)

Prendendo spunto dall’ottimo articolo di Michele Medda, che trovate qui, vorrei ritornare un attimo sul discorso censura. Senza volere, per carità, entrare nel sociologico, credo che comunque sia doveroso, trovandosi davanti a un atto censorio cioè attentare alla libertà di espressione dell’individuo; fare un esame di coscienza . Focalizzando l’argomento sul media fumetto. A prescindere da pressioni esterne, mi sembra che ogni casa editrice abbia sempre attuato un certo tipo di censura o auto censura sui propri prodotti. Ad esempio, una delle più grandi multinazionali che operano nel campo dell’intrattenimento: la Walt disney, che da sempre si occupa di proporre prodotti per la famiglia ha, secondo me, un contraddittorio modo di procedere, in quanto, da una parte si preoccupa di offrire dell’intrattenimento anche educativo ma dall’altra la filosofia disneyana è la negazione stessa della famiglia. Le relazioni che intercorrono tra i suoi personaggi più famosi sono sempre quelle di zio e nipote e il benché minimo cenno alla sessualità viene bandito. Il rapporto padre e figlio o madre e figlio viene evitato perché include anche il discorso della sessualità, probabilmente il bersaglio preferito, insieme alla rappresentazione della violenza, dei censori. In Italia per capire che l’argomento sesso può essere trattato e discusso nonché ironizzato, bisognerà aspettare gli anni settanta e i fumetti della Ediperiodici, sino ad allora si attuava una censura addirittura sui dialoghi dei personaggi. Il primo autore, in Italia, a mostrare gli attributi sessuali fu Magnus che intelligentemente capì che non c’era niente di male a includere nelle sue storie, in maniera esplicita, un atto così fondamentale nella vita di ognuno di noi. Nonostante si sia arrivati a una libertà di costumi dettata anche dalla possibilità di avere informazioni in tempi ultra veloci, la censura continua a colpire in tutti i settori dell’intrattenimento attuando tagli su scene che contengono riferimenti alla sessualità, eliminando dialoghi che hanno contenuti scomodi, addirittura cambiando il colore del sangue nelle scene violente dei cartoni animati. Ancora oggi in prevalenza gli eroi dei fumetti vivono vite caste e pure, preferiscono la compagnia degli amici a quella delle amiche e raramente utilizzano l’epiteto sostituendolo con frasi colorite ma che in una collocazione reale fanno ridere i polli. Fondamentalmente la censura esiste perché noi l’accettiamo e a seconda della nostra morale o etica personale ne siamo anche i fautori. Fatevi un giro e scoprirete quanti pregiudizi ruotano ancora intorno a chi porta dei tatuaggi o dei piercing. Nella nostra ipocrisia sociale c’e chi vorrebbe “camuffare” anche il proprio cesso, negando e censurando l’esistenza dei propri bisogni fisiologici. Nella nostra società si proteggono i bambini dalla violenza in generale censurando i prodotti destinati al loro consumo ma poi gli si passa sotto gli occhi un certo tipo di programmi televisivi dove si urla e si litiga in situazioni di banalità mediale. Concludendo direi che la nostra società vivendo in uno stato di apatia e delegando sempre a qualcun altro la scelta di ciò che è giusto o sbagliato, la censura se la merita, anche se io sarei a favore del censurare la censura…